Plateau
- 17 ott 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 18 ott 2022
Ola Czuba, scultura in legno, 160x80x25, 2022

La scultura Plateau prende in prestito la forma da un oggetto comune, l’altalena basculante, e ne altera la sua primaria funzione, assumendo una dimensione comunicativa altra da sè. Il gioco di oscillare armonicamente proprio dell’oggetto, viene reso impossibile lasciando prevalere un lato solo, mentre la parte mancante viene assorbita dalla parete dello spazio espositivo, lasciando la possibilità di un’osservazione fenomenologica dell’oggetto che rimanda ad un reperto archeologico. Inghiottita dalle pareti del criptoportico, instaura un dialogo, un gioco interrotto tra il presente e il passato.
L’altalena, antico gioco, nato secondo la mitologia greca da Erigone¹ è nell’immaginario comune, un microcosmo ascensionale che ci porta attraverso l’oscillazione ad un universo in espansione.
In tutti i suoi lavori, l’artista attua una ricostruzione del passato attraverso vari riferimenti a costumi e canoni estetici di altre epoche; riflette, per Plateau, su alcuni concetti astratti come l'equilibrio e il movimento per produrre, attraverso l'oggetto in mostra, il senso di frustrazione che spesso accompagna la ricostruzione del passato.
Il movimento incessante e basculante diventa metaforicamente la nostra storia, il passato, in un mondo che ci chiederà sempre di trovare un assetto, oscillando tra gli stadi del nostro essere e contrastando le forze che governano il mondo senza poterle mai controllare. L’altalena però è, qui, interrotta: non esiste più quell’equilibrio precario.
L’interruzione, la separazione dall’immaginario completo dell’oggetto, è la possibilità di riappropriarci del margine, più o meno vasto, di scelta e decisione, cogliendo le opportunità e accettando anche l’imprevisto dialogando attraverso la consapevolezza con il noi comunitario.
Ci rapportiamo al passato, pensando che, attraverso lo studio e le ipotesi di ricostruzione, il risultato finale sia verosimilmente la realtà dell’epoca; ma è indiscutibile che si tratta di una congettura di un singolo soggetto, influenzato dal tempo in cui egli vive, il suo presente.
La consapevolezza dei limiti della ricostruzione, tuttavia, non dovrebbe indurre a uno scetticismo estremo, ma preservare e proteggere l’universo culturale del proprio presente. Plateau è quel passato da ricostruire, influenzato da chi vive il presente, che si instaura nel mondo contemporaneo per determinare un futuro già delineato, una scelta solo fittizia di ciò che saremo agli occhi dei posteri.
¹ Dioniso regalò ad Icario un otre di vino, allo scopo di farlo assaggiare per la prima volta agli uomini; Icario lo regalò ai pastori ma, una volta ubriachi, pensarono di essere stati avvelenati e lo uccisero. Grazie al cane di quest’ultimo, Mera, Erigone, sua figlia, trovò il cadavere del padre abbandonato ai piedi di un albero e per il dolore s’impiccò ad un ramo di esso. Durante i riti dedicati ad Erigone, che si svolgevano nel terzo giorno delle Anthesterie, festività legate al culto di Dioniso e al passaggio dall’infanzia alla pubertà i giovani ateniesi si “appendevano” agli alberi dondolandosi e cantando per mimare il gesto dell’impiccagione.








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